La gente mormora…

•maggio 13, 2009 • Lascia un commento

A volte il sud di questo variopinto Paese ci offre regali per l’anima…
clicca qui: “Cu’mme”
Provate ad ascoltare questo brano sostituendo la voce intensa di Mia Martini…
… poi leggete, solo il titolo:

” jettatrice! ” , Martini stoppata

(fonte)
Questa storia ha il sapore del vento, del sole, della polvere…. racconta di una cantante della punta estrema della penisola, di un re della musica partenopea, di Totò, di Pirandello…
…. ma soprattutto di tanta miope cattiveria.

A me la sua splendida voce manca molto.

    a Mia Martini – pseudonimo di Domenica Bertè
    (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995)

Paura de che?

•maggio 12, 2009 • Lascia un commento

Riporto tre link, con la stessa frase sconcertante.
l’Unità
Il Tempo
Ansa
Ho inserito due testate di orientamento diverso e un’agenzia per cercare un’obiettività, ma la notizia latita un po’ nel web (meno appariscente dei divorzi alla moda o troppo spudorata la posizione di Cesare Battisti?)

Lo chiamo per nome, anzi: per cognome, non lo definisco intellettuale ma, si badi bene, non incorrerei in alcuna denuncia se lo definissi “ex assassino” o “ex delinquente” o “ex terrorista”.

Sì, perché Battisti ha tre condanne sul groppone. In via definitiva e in contumacia (il coraggio di sparare, pare, è minore a quello di assumersi qualche responsabilità civile) che non ha mai scontato dichiarandosi “prigioniero politico” e ottendendo asilo prima in Francia poi, visto che forse anche i francesi cominciavano a capire che ardere un ragazzino e un bambino vivi (Quer pasticciaccio orrido di Primavalle) c’entra poco con gli ideali di libertà, scappò come un normalissimo fuggiasco in Brasile.

Tre ergastoli che non vuole scontare perché, lui sostiene, non ha commesso i reati. E dire che chi lo accusa sono suoi vecchi compagni di scorribande…
stavolta niente servizi segreti o insabbiature militari, per la delusione dei complottisti.

Credo la mia posizione sia chiara.
Ma credo che sia anche nella media italiana.
E allora non capisco la sua dichiarazione:

“L’Italia mi fa paura. Non andrò in Italia. Ci sono cose che si possono
ancora scegliere, come il momento della propria morte”

Queste le sue parole (le tre fonti per verificarle), in un Paese famoso perché i boss delle varie cosche una volta in galera non perdono il controllo dei propri affari (aggiungerei il caso Silvia Baraldini: gli Usa non volevano estradarla perché, sostenevano, in Italia non avrebbe scontato tutta la pena… e infatti è stata scarcerata il 26 settembre 2006 per effetto dell’indulto, ma non era caso di omicidio… anche se contribuì a screditare ancora di più il nostro sistema giudiziario).

L’Italia, caro Battisti, faceva più paura quando eri qui a piede libero…

La scelta

•maggio 4, 2009 • Lascia un commento

La mia città, per le amministrative, ha tre liste civiche.
Che il nutrito gruppo di simboli nazionali ci rappresentino poco?

Sulla nera

•maggio 2, 2009 • Lascia un commento

Lo spunto è il rapporto Freedom house sulla libertà di stampa mondiale nel 2009.
Leggo spesso di critiche al giornalismo. Si giudicano molti aspetti. Uno di questi è il tergiversare sui “pasticciacci brutti”.
La cronaca nera ha da sempre un grande seguito. Questo passo di Simenon in “Maigret si diverte” spiega il perché:

Frattanto Maigret, dimentico del proprio ruolo alla Polizia giudiziaria, del mestiere che aveva fatto per tutta la vita, si sorprendeva a leggere il giornale come una persona qualunque per strada. E questo gli permise di fare una piccola scoperta che lo riempì di soddisfazione.
Di solito i moralisti, coloro che hanno la pretesa di dare lezioni ai propri simili, sostengono che è un piacere malsano, addirittura un istinto perverso, a spingere i lettori a tuffarsi nelle cronache di delitti e catastrofi.
Senza rifletterci troppo, fino alla sera prima il commissario sarebbe stato tentato di condividere tale opinione.
Ora si rendeva conto invece che non era proprio così ovvio, e a fargli cambiare idea avevano in qualche modo contribuito le riflessioni della giovane vicina.
Non è forse vero che i lettori si precipitano con la stessa febbrile curiosità sulle cronache di atti eroici o eccezionali? Si è mai vista una folla così numerosa e appassionata sui grand Boulevaerds, e per di più a notte inoltrata, come all’arrivo di Lindbergh?
La gente, in fondo, non cerca sempre di scoprire fin dove l’uomo può spingersi, nel bene e nel male?
La curiosità della ragazza al tavolo vicino non derivava forse dal fatto che, innamorata novella, voleva conoscere i limiti dell’amore? E sperava che fossero il giornale e il seguito dell’inchiesta sulla vittima di boulevard Haussmann a insegnarle qualcosa a riguardo?

Forse è proprio così: leggiamo di storie cruente, ci facciamo ragionamenti, ci scandalizziamo… ma solo per capire fin dove siamo capaci di arrivare.

zerouno

•giugno 24, 2008 • Lascia un commento

E qui si riparte… cambio ogni cosa del passato: un colpo di spugna.

Sfugge

•febbraio 14, 2008 • Lascia un commento
Scivola e non ..

Torna più…
Eliminando gli errori
Mi lascia sempre
Per inondare i ricordi
Ormai siamo nemici…

Mille ragioni per…

•febbraio 13, 2008 • Lascia un commento

giustificare la

Rancorosa
Alacre
Brutta
Bestia
Ingiustamente
Avvelenatrice

ma sì…

•febbraio 12, 2008 • 1 commento

Inizio
Da ora ad
Essere:
Non so se
Toverò
In questo luogo
Traduzioni ad
Arcani irrisolti

 
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